Ricetta raccontata da Carlo Cambi: Strangozzi alla spoletina con tartufo e salsiccia

Profuma di Umbria, di autunno, di cose buonissime questa ricetta che nasce dalla fusione di una ricetta di Spoleto con una di Norcia.

Va proposta perché di recente la Fao (organizzazione mondiale che si occupa di agricoltura e alimentazione per conto dell’Onu) ha decretato la fascia olivata che va da Assisi (già città patrimonio dell’Unesco) a Spoleto (anch’essa patrimonio dell’Unesco) primo paesaggio rurale d’interesse mondiale. Il perché è presto detto: sono sessanta chilometri ininterrotti di ulivi secolari, coltivati sui terrazzamenti che accolgono i santuari e gli eremi francescani e i castelli longobardi. E poi c’è da ricordare Norcia, la patria di San Benedetto patrono d’Europa così fortemente provata dal terremoto del 2016. 

Ci si mette a tavola per rendere omaggio ad una terra rara che è sì Italia, ma appartiene all’umanità. 

E impariamo a fare gli strangozzi, che sono una specie di spaghettoni fatti a mano.  

Portata:

Difficoltà:

Cottura:

Preparazione:

Primo

Facile

30 min.

20 min.

INGREDIENTI:

Per fare gli strangozzi 

Per la salsa 

·          125 gr. farina di semola 

·          400 gr. di pomodori maturi da salsa

·          130 gr. acqua tiepida 

·          2 spicchi d’aglio 

·          125 gr. farina di grano doppio zero

·          30 gr. di tartufo nero estivo 

·          2 cucchiai olio EVO Dop Umbria 

·          1 salsiccia di Norcia 

 

·          4 cucchiai EVO Dop Umbria 

 

·          pepe e sale qb. 

 

 
       

Opzionale: Volendo formaggio pecorino stagionato da grattugiare al momento e pepe nero di mulinello

 Procedimento: Per prima cosa si fanno gli strangozzi. Su di un piano di marmo mescolare insieme le due farine, disporle a fontana versare l’acqua a poco a poco ed impastare aggiungendo l’olio. Impastare bene e quando la pasta risulta elastica avvolgerla in pellicola trasparente e lasciarla riposare. Nel frattempo, in una padella far dorare l’aglio nell’olio, eliminarlo, aggiungere i pomodori tagliati a cubetti e far andare a fuoco moderato per una decina di minuti. Nel frattempo, mettere a bollire una pentola capace con acqua. Stendere la pasta alta circa due millimetri col mattarello e ricavare tagliandola a strisce sottili gli strangozzi magari arrotolandoli a mo’ di spaghetto tra le mani. Far stufare nel pomodoro la salsiccia sbriciolata. Aggiustare di sale e se piace di pepe. Portare a ebollizione l’acqua, salarla e lessare per pochi minuti gli strangozzi. Cotti che siano scolarli e passarli in padella nel sugo di pomodoro e salsiccia. Impiattare facendo cadere lamelle di tartufo su ogni porzione, eventualmente aggiungere Pecorino grattugiato e ancora una macinata di pepe.

Il trucco: Per aromatizzare il sugo potete mettere una foglia di alloro nella salsa che eliminerete al momento di saltare gli strangozzi nel condimento. Se non volete fare gli strangozzi a mano se ne trovano di già confezionati o potete sostituirli con uno spaghettone.

Abbinamento col vino: Con questa ricetta potete bere sia un bianco come il Trebbiano Spoletino o il Grechetto dei Colli Martani sia un rosso immediato come il Montefalco Rosso o un Lago di Corbara Rosso. 

Il prodotto: In questa squisita ricetta entrano in gioco almeno tre prodotti principe della terra umbra.

I tartufi. L’Umbria soprattutto lungo la Valnerina e la dorsale appenninica che la divide dalle Marche ha una copiosa produzione di tartufi che si trovano tutto l’anno. Ma certo il re è il tartufo nero di Norcia che in inverno profuma tuti i piatti della cucina umbra. L’estivo è egualmente apprezzabile: meno intenso di profumo è tuttavia più carnoso e sia cotto che crudo riesce a dare carattere ai piatti.

Il secondo prodotto è la salsiccia. Non a caso in Italia i produttori di salumi si chiamano anche norcini. A Norcia l’arte di fare salumi si perde nella notte dei tempi. In particolare, la salsiccia di Norcia è molto profumata, più magra che grassa ed ha gli stessi aromi del famosissimo prosciutto di Norcia.

Il terzo prodotto, in nome del quale si propone questa ricetta, è l‘olio extravergine di oliva Dop Umbria. La regione pur piccola è un Getsemani che produce ottimi oli. Nella zona di Assisi-Spoleto sono coltivati alberi delle varietà leccino frantoio e moraiolo, ma è il Moraiolo in purezza il vanto di queste terre: piccante, giustamente erbaceo è davvero un olio cult oltre ad essere un alimento alleato della salute per l’altissimo contenuto di polifenoli (antiossidanti), il complesso vitaminico e la capacità di combattere il colesterolo cattivo.  

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